lunedì 3 febbraio 2014

Coniglio alla cacciatora

Il coniglio è originario dell'Europa e fu scoperto dai Fenici in Spagna. Quest'animale probabilmente non era conosciuto dai Greci, ma fu apprezzato dai Romani: Plinio il Vecchio scrisse che era utilizzato per la preparazione dei laurices, un piatto a base di feti e neonati di coniglio. Terenzio scrisse che i conigli erano tenuti nei leporaria, spazi di terreno recintati e destinati a contenere conigli, lepri ed altri animali selvatici.
La domesticazione vera e propria del coniglio cominciò nel Medioevo. Gregorio di Tours riferì che papa Gregorio I autorizzò il consumo di laurices durante la Quaresima e ciò portò ad uno sviluppo dell'allevamento nei monasteri, dove i conigli venivano tenuti in gabbie.
Nel XII secolo si sviluppò l'allevamento nelle garenne, che erano spazi di terreno circondati da un muro o un fossato pieno d'acqua. Il "diritto di garenna" costituì uno dei diritti feudali.
A partire dal XVI secolo cominciò a svilupparsi l'allevamento in conigliera. Inizialmente le conigliere erano ubicate nelle garenne e consistevano in piccoli ricoveri in legno dove gli animali potevano entrare ed uscire liberamente per alimentarsi e riposare. In seguito, con l'abolizione del diritto di garenna, l'allevamento in conigliera cominciò a svilupparsi. I conigli cominciarono ad essere tenuti chiusi nella conigliera, dove erano alimentati con ortaggi, semi di cereali e fieno.
Nel XIX secolo cominciò ad essere attuata la selezione delle razze. Nello stesso secolo comparvero in Inghilterra le prime gabbie con il fondo grigliato, che venivano poggiate su un prato dove l'animale poteva pascolare l'erba.
Nel XX secolo si è sviluppato l'allevamento intensivo in gabbie poste all'interno di ricoveri chiusi; gli animali sono alimentati prevalentemente con mangimi concentrati.

Coniglio alla cacciatora

INGREDIENTI:
un coniglio di kg. 1,200 , 50 g. di strutto, un bicchiere di vino bianco, sale, pepe, due scalogni, un mazzetto di aromi, un cucchiaio di conserva di pomodoro, 25 g. di funghi secchi, una manciata di prezzemolo.

PROCEDIMENTO:
Pulisco il coniglio, lo lavo, lo asciugo e  lo taglio a pezzi, 




lo infarino quindi in un tegame (possibilmente di ferro smaltato) lascio sciogliere lo strutto e metto i pezzi del coniglio a rosolare lentamente. Aggiungo gli scalogni tritati, il vino ed un paio di mestoli di acqua calda e l'aggiusto con sale e pepe . Unisco il mazzetto di aromi e la conserva di pomodoro (precedentemente diluita con un po' di acqua). Lascio cuocere per circa un'ora a fuoco basso. Intanto faccio rinvenire in acqua calda i funghi secchi, quindi li lavo bene, li trito ed l'incorporo all'intingolo. Lascio sul fuoco ancora per 20 minuti, quindi posiziono il coniglio sul piatto di portata, completo con il sugo una spolverizzata di prezzemolo fresco tritato. 
e il coniglio è pronto