martedì 20 maggio 2014

Insalata di polpo e asparagi bianchi

Insalata di polpo e asparagi bianchi


ingredienti: dose per 4
un grosso polpo, circa kg 1 -asparagi bianchi g 600 - pa­tate g 400 - un limone - basi­lico - olio extravergine d'oliva - sale -pepe nero in grani. tempo: circa 50'.
Lessate il polpo in pentola a pressione, in abbondante ac­qua non salata, calcolando 30' dal fischio poi spegnete e la­sciate uscire il vapore. Nel frattempo, mondate gli aspa­ragi raschiandone i gambi e spuntandoli abbondantemen­te, poi cuoceteli a vapore. Ri­ducete le patate a rondelle sottili e friggetele lentamente in poco olio, per farle diventa­re rosolate e ben croccanti; salatele. Scolate il polpo, riducetelo a rondelle e raccoglie­telo in una ciotola insieme con gli asparagi, anch'essi spezzettati; condite il tutto con succo di limone, olio, sa­le, pepe, mescolate e trasferite il misto nel piatto da portata; guarnitelo con le patate croc­canti, foglioline di basilico e servite, anche come antipasto.



L'asparago è originario del bacino del Mediterraneo e dell'Asia Minore. Le prime testimonianze della sua coltivazione in Italia risalgono al 200 a.C. quando Catone lo citò nel De agricoltura e più tardi Plinio il Vecchio nel Naturalis Historia del 79 a.C., essi citano l'uso alimentare del turione, ma durante il Medioevo fu sfruttato soprattutto per le sue doti officinali.

La leggenda narra che l'asparago fu portato a Bassano del Grappa da Antonio di Padova che lo avrebbe diffuso per rabbonire Ezzelino da Romano. Una versione meno mitologica riferisce che intorno all'anno 1500 vi fu un'importante grandinata per cui le punte degli asparagi che fuoriuscivano dal terreno furono distrutte e i contadini dovettero consumare la parte che era rimasta sottoterra e perciò non aveva assunto la colorazione verde-violetta.

Dati certi sulla presenza dell'asparago sulle tavole venete si ricavano esaminando la documentazione riguardante i banchetti della Repubblica di Venezia XV e XVI secolo: un documento del 1534 riguarda una nota spese: "... per sparasi mazi 130, lire 3 et soldi 10".


Nel 1980 si è costituito il Consorzio di tutela dell'asparago bianco di Bassano per preservare e promuovere il marchio e per favorire la diffusione del prodotto. Nel settembre 2007[1] all'asparago bianco di Bassano è stato riconosciuto il marchio DOP.