Visualizzazione post con etichetta Primi Piatti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Primi Piatti. Mostra tutti i post
martedì 1 novembre 2016
martedì 10 maggio 2016
Tonnarelli cacio e pesce
Questo piatto è di origine romano e noi del "Al NaSoSi Restaurant" l'ho abbiamo delicatamente modificato aggiungendo dei pezzetti di rana pescatrice.
"Tonnarelli freschi di grano duro cacio e pesce"
mercoledì 8 aprile 2015
I PISAREI PIACENTINI
E noto che gli emiliani sono grandi mangiatori di pasta; la preparano in tutti i modi: secca,fresca, all'uovo, farcita.,ripiena, e sempre con il giusto condimento.
• Netta provincia
di Piacenza sono di casa i pisarei, piccoli gnocchi a forma di conchigtietta, molto popolari netta cucina contadina.
• Diventati oggi
una curiosità, secondo la tradizione popolana, che risale aparecchi secoli fa, si sposano solo con i borlotti e con il pista'd grass (lardo pestato e aromatizzato).
• Restano esempio storico
dipiatto completo,
fonte di molti nutrienti
indispensabili all'uomo.
I pisarei sono la "gloria" di Piacenza. Non sono famosi come le tagliatelle bolognesi ma, nella zona del piacentino, questi particolari gnocchetti hanno il vanto d'essere inseriti persino nei banchetti nuziali. Secondo una leggenda locale, in passato, quando un ragazzo presentava alla famiglia la propria fidanzata per ottenere il consenso e l'approvazione dei genitori, la suocera controllava il pollice destro della ragazza. Se vi apparivano dei piccoli calli, segni evidenti di una provata esperienza di confezionatrice di pisarei, la fanciulla sarebbe stata una buona donna di casa e una brava cuoca. Anche oggi, per una donna
piacentina, saper far bene i pisarei è considerato un grande merito. Bisogna avere una particolare manualità, perché i pisarei devono essere di dimensioni piccolissime per assorbire meglio il condimento.
La singolarità di questi gnocchetti sta anche negli ingredienti usati per prepararli: farina di grano tenero macinata a pietra, pane secco e sale erosso. Secondo la ricetta più tradizionale, si mette a bollire il pane secco in acqua salata, e si continua a mescolare fino a ottenere una crema densa. Quest'ultima viene poi versata nella farina e impastata a lungo. Una volta che l'impasto risulta morbido ed elastico, si staccano dei piccoli pezzi di pasta che, stirati sulla spianatoia con il palmo della mano, diventano lunghe "bisce" cilindriche (ili biss) del diametro di una matita. Da questi cilindretti si spezzano a mano piccoli pozzetti di pasta (1 cm circa) che, pigiati legger-mente con il pollice e arrotolati su se stessi, acquistano la tipica forma cava, a conchiglietta, dei pisarei. Da questa antica ricetta, appare chiaro quanto sia
importante il ruolo dei "calli" sui pollici. Fortunatamente oggi non è più necessario sposare una piacentina per mangiare i pisarei. Si possono acquistare anche nei pastifici artigiani di Piacenza e dintorni, preparati con farina "00", pane tipo "O" grattugiato e acqua. Attenzione, però: se si vogliono degustare i pisarei "secondo tradizione", sarà bene non condirli al pomodoro, o al pesto o al ragù, ma gustarli solo nella versione pisarei e fasò. Questo significa saper preparare anche il condimento giusto. Oltre ai fagioli borlotti, occorre il pista'd grass, ossia un pestato di lardo, prezzemolo e mezzo spicchio d'aglio. Il lardo, si sa, è il grasso di condimento principale della cucina emiliana, e in questo caso il suo ruolo è duplice: non solo condisce i fagioli, ma li a-romatizza in modo impareggiabile. E per finire, un'altra particolarità. Una volta che i pisarei sono stati bolliti e scolati, è normale pensare che vengano abbondantemente conditi di sugo nel piatto da portata. Invece no: sono i pisarei che vengono tuffati in una zuppiera (di coccio, come vuole la tradizione), piena del sugo denso e caldo. Una bella spolverata di parmigiano e il risultato finale è assolutamente garantito. Nel caso in cui non si posseggono i necessari legami di parentela con la gente piacentina, ci si può benissimo accontentare di condire questi gnocchetti con un qualsiasi sugo, purché denso e abbondante
mercoledì 1 aprile 2015
Timballo di riso surprise
Timballo di riso surprise
Ingredienti: dose per 6 persone
ricotta g
500 - riso g 350 -prosciutto cotto,
a dadini, g 50 - 2 tuorli - 2 bustine di zafferano - un carciofo -parmigiano grattugiato - noce moscata - trito aromatico (timo, maggiorana) - scalogno
- burro - brodo vegetale - olio extravergine
- sale -pepe.Per la salsa e per completare:
3 carciofi • 6 cipolloni già spuntati - limone - 2 tuorli - buiro - latte - brodo vegetale - olio extravergine - sale -pepe.
Tempo occorrente: circa
un'ora
1 - Tostate
il riso in un fondo di olio e
scalogno tritato, copritelo con g 850 di brodo vegetale, unite lo zafferano, un pizzico di sale e fate cuocere il
risotto, a fuoco medio,
per 12' circa.
2 - Nel
frattejnpo lavorate e amalgamate
la ricotta con i tuorli, sale, pepe, 2 cucchiaiate di parmigiano, noce moscata grattugiata e trito aromatico.
la ricotta con i tuorli, sale, pepe, 2 cucchiaiate di parmigiano, noce moscata grattugiata e trito aromatico.
3 - Imburrate uno stampo a tronco di
cono e rivestitelo, fondo e
bordo, con uno strato di risotto,
creando una
nicchia al centro da riempire di ricotta.
4 - Rosolate
in padeEa, in un filo d'olio, il prosciutto cotto e un
carciofo, mondato e ridotto in dadolata; salate, pepate il misto quindi
pressatelo nel cuore del risotto, nella
ricotta.
Coprite il tutto con il risotto rimasto, livellandolo bene, immergete lo stampo in un bagnomaria caldo e passate in forno a 200° per 25'.
Coprite il tutto con il risotto rimasto, livellandolo bene, immergete lo stampo in un bagnomaria caldo e passate in forno a 200° per 25'.
5 - Preparate
la salsa: mondate i carciofi, riducetene 2 a spicchietti
e raccoglieteli in una casseruola insieme con i cipollotti a rondelle, sale, pepe, un filo d'olio e brodo sufficiente per coprire a filo le verdure; fate stufare il tutto per 20' poi frullate aggiungendo g 150 di latte (salsa).
e raccoglieteli in una casseruola insieme con i cipollotti a rondelle, sale, pepe, un filo d'olio e brodo sufficiente per coprire a filo le verdure; fate stufare il tutto per 20' poi frullate aggiungendo g 150 di latte (salsa).
6 - Su fuoco
basso, late ridurre la salsa a consistenza cremosa, legatela con i
tuorli, il succo di mezzo limone, cmindi versatela sul timballo sformato. Guarnitelo con il carciofo rimasto, rosolato a spicchietti nel burro, e servitelo.
sabato 28 marzo 2015
Ravioli di riso burro e salvia
Ravioli di riso burro e salvia
Ingredienti per 6 persone:
Per la pasta:
g 500 di farina
3 uova
latte
un cucchiaio di olio di oliva
Per il ripieno:
un cavolfiore
g 300 di riso Violone nano
brodo di carne
3 uova
sale e pepe di mulinello
Per la cottura e il condimento: acqua o brodo buono salsa di pomodoro o burro e salvia grana padano grattugiato, a piacere
Sul tagliere, disponete la farina a fontana, al centro della quale sguscerete le uova; versate mezzo bicchiere di latte, l'olio e un bicchiere di acqua tiepida, quindi, aiutandovi dapprima con una forchetta, poi con il palmo delle mani, intridete la farina e cominciate a lavorarla fino ad ottenere un impasto liscio e compatto. Coprite con una ciotola o della pellicola alimentare, lasciandolo riposare.
Nel frattempo preparate il ripieno, lessando in abbondante acqua salata il cavolfiore. Quando è cotto a dovere, scolatelo e tritatelo grossolanamente. A parte, cuccete il riso in circa 2 litri di brodo buono. Cucinato a puntino, toglietelo dal brodo con un colino e unitelo al trito del cavolfiore, per lavorarlo (amalgamarlo) con un cucchiaio insieme alle uova, al pepe ed al sale. Riprendete l'impasto e spianatelo con il matterello fino a ridurlo in una sfoglia sottile; tagliatela a metà, sopra una parte disponete il ripieno in tanti mucchiettini grandi quanto una nocciola, distanti tra loro circa 3-4 cm e ben allineati. Ricoprite con l'altro pezzo di sfoglia, poi, con la rotella dentata (speronella) tagliate i riquadri (ravioli) già saldati nei bordi. Lessateli in abbondante acqua salata o nel brodo; appena vengono a galla scolateli e disponeteli nel piatto da portata, condendoli con sugo di pomodoro (tirato con il burro), oppure burro profumato con foglioline di salvia. Accompagnate i ravioli con grana padano grattugiato al momento. VINO CONSIGLIATO: Erbaluce di Caluso
venerdì 27 marzo 2015
Rigatoni alla burina
Rigatoni alla burina
Lazio
Ingredienti per 6 persone:
g 400 di rigatoni
g 80 di pisellinì sgranati
g 300 di pomodori (privati della pelle)
g 300 di salsiccia
di 1 di olio di oliva
mezza cipolla tritata
una carota piccola tritata
uno spicchio di aglio tritato
mezzo bicchiere di vino bianco secco
pecorino romano grattugiato
sale e pepe di mulinello
In una casseruola (possibilmente di terracotta), soffriggete nell'olio il trito di cipolla, carota e aglio; appena hanno preso colore calate la salsiccia liberata della pelle e sbriciolata, bagnate con il vino e fate evaporare. Ora tocca alla polpa dei pomodori, infranta con le mani, dopo circa 10 minuti unite i pisellini, regolate di sale e pepe, quindi fate cuocere adagio, per altri 20 minuti.
Nel frattempo, lessate in abbondante acqua salata i rigatoni; scolateli cotti al dente, disponeteli entro una pirofila, ricopriteli col sugo,
spolverizzate abbondante pecorino grattugiato e mettete in forno (già caldo a 180°) per pochi minuti. Servite la pasta caldissima.
vino consigliato: Velletri bianco
Iscriviti a:
Post (Atom)









