mercoledì 22 gennaio 2014

IL PRINCIPIO FU LA CAROTA VIOLA,SOLO DOPO NACQUE LA CAROTA ARANCIONE.



IL PRINCIPIO FU LA CAROTA VIOLA, SOLO DOPO NACQUE LA CAROTA ARANCIONE.

La carota viola? E se fosse frutto di un trattamento genetico? Niente paura . La carota in origine era viola, diventò arancione in onore di Guglielmo d'Orange nel 1500. Scopri i colori di questo famoso ortaggio



Carote viola che fanno bene alla circolazione, carote gialle che proteggono gli occhi. Sembra fantascienza e invece è storia, ed è tutto naturale. Anzi, per dirla tutta, “in verità la carota è originaria dell’Afghanistan e nasce viola. Solo nel 1500, in onore di Guglielmo d’Orange, diventa arancione”, spiega Alessandro Aureli, titolare dell’azienda che ha recuperato i semi originari dall’Olanda, paese che detiene da sempre il primato per quanto riguarda le sementi di prodotti ortofrutticoli. Pochi lo sanno ma attualmente esistono cinque categorie di carote: la carota arancione, che contiene la vitamina A e fa bene alla salute; la carota violacea, ricca di polifenoli, flavonoidi e in particolare antocianine, sostanze antiossidanti presenti anche nel vino che fanno bene alla circolazione e che combattono i radicali liberi; la carota gialla ricca di luteina, vitamina che protegge la macula degli occhi; poi la carota bianca e rossa che sono meno interessanti dal punto di vista nutrizionale. “Abbiamo un’azienda che investe in coltivazioni valorizzando i prodotti del territorio del Fucino, bacino a cento chilometri da Roma e a cento da Pescara ai piedi del Parco nazionale dell’Abruzzo”, spiega ancora Aureli. “L’idea è venuta negli anni Novanta quando abbiamo cominciato la trasformazione in succhi e concentrati". Si tratta di prodotti “nutraceutici”, ovvero prodotti che “nutrono e che curano”, insiste Aureli. E non solo: “Usiamo i nostri concentrati anche come coloranti naturali da vendere alle industrie di dolci e di merendine”. Certo, tutto ha un costo, e fato che la resa è minore, il costo è maggiore”, conclude il produttore di carote viola. (Nereo Brancusi)