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sabato 1 marzo 2014

Rana pescatrice variopinta in camicia croccante di storione affumicato

Rana pescatrice variopinta in camicia croccante di storione affumicato



INGREDIENTI:
dose per 6 persone

un trancio di pescatrice kg 1 - panna liquida g 200 - storione affumicato, a fettine, g 200 - verde di zucchina g 100 - carota g 100- broccoletti g 100 -patata g 100 - trito aromatico (aneto, dragoncello,erba cipollina, maggiorana) - un albume - lattughino - aceto balsamico • olio extravergine d'oliva - sale - pepe bianco in grani.

PROCEDIMENTO:
Tempo occorrente: circa un'ora e 20'


- Riducete in piccola dadolata (brunoise) il verde di zucchina, la patata e la carota, quindi sbollentate le verdure separatamente e, per ultimi,
broccoletti che andranno ridotti
a dadini dopo che saranno stati scottati. Allargate le verdure su un doppio foglio di carta assorbente e fatele raffreddare.










- Incidete la pescatrice a metà
per il lungo e scartate la lisca cartilaginea;
tenete da parte g 200 di polpa
di pesce e riducete la restante a dadoni.













- Passate al mixer la polpa di pesce
(g 200) insieme con la panna,
l'albume, un pizzichino di sale e pepe,
ottenendo una farcia omogenea.














 Raccogliete i dadoni di pesce in una
ciotola insieme con la brunoise
di verdure fredde, la farcia, un cucchiaio
di trito aromatico, sale, pepe
e amalgamate molto bene il composto.












- Su un foglio di carta da forno
inumidito preparate un rettangolo
con circa la metà delle fettine di storione
e, al centro di esso, raccogliete
il composto di pesce formando un salametto.
Copritelo con il resto dello storione
e arrotolate, chiudendo
nella carta il polpettone così ottenuto.









- Legatelo con alcuni giri
di spago bianco, mettetelo in una pirofila, ungetelo d'olio e infornatelo a 180° per 50'. .Affettate infine il polpettone e servitelo caldo condito con un filo d'olio crudo, gocce di aceto balsamico, pepe macinato e lattughino.
E il piatto è pronto, buon appetito e al prossimo suggerimento, ciao

giovedì 27 febbraio 2014

Indivia Belga in camicia di sfoglia croccante

Indivia Belga in camicia di sfoglia croccante



Ingredienti:
 dose per 6 persone

6 cespi di indivia belga - un panetto di pasta sfoglia surgelata (da scongelare) g 500 - panna liquida g 200 -prosciutto cotto g 150 -fontina g 120 - cipolla g 70 - un uovo -parmigiano grattugiato - burro -olio d'oliva - sale -pepe in grani.                                     Tempo occorrente: circa 2 ore.

- Mondate e lavate i cespi di indivia,
quindi sgocciolateli, spaccateli
a metà per il lungo e privateli del torsolo, scavandoli leggermente al centro così da ricavare una specie di nicchia











- Tritate la cipolla, fatela appassire
in casseruola, in un filo d'olio,
quindi aggiungete i cespi preparati,
salateli, irrorateli con un mestolino
d'acqua, lasciateli stufare coperti, a fuoco
moderato, per 25' circa poi
toglieteli dal fondo di cottura (che va
conservato) e fateli raffreddare









- Nel frattempo passate al mixer
la fontina insieme con il prosciutto
cotto, un cucchiaio di parmigiano, sale,
e pepe macinato, ottenendo
un composto omogeneo (farcia)












 
- Preparate con la farcia 12
polpettine uguali, di forma allungata,
e chiudete ognuna nel cuore
di mezzo cespo di indivia belga stufata













- Stendete la pasta scongelata in sfoglia
di min 3 di spessore, ritagliatela
in 12 lunghe strisce larghe circa cm 2
e avvolgetele a spirale, ciascuna
su un cespo farcito, ottenendo 12 cannoli












- Sistemateli su una placca
imburrata, pennellateli d uovo sbattuto
e infornateli a 200° per 20' circa.
Nel frattempo, portate a bollore il fondo di cottura della belga, unitevi la panna, sale, pepe e fate restringere il tutto a salsina sciropposa; versatene un velo nel piatto da portata e accomodatevi i cannoli pronti

mercoledì 26 febbraio 2014

Torta morbida di savoiardi

Torta morbida di savoiardi



INGREDIENTI:

Impasto:
farina g 225 - zucchero g 225 - burro g 60 - 12 uova - vanillina
zucchero a velo - sale - burro e farina per le placche.

Crema: 
burro g 100 - albumi g 100 - zucchero semolata g 60 - zucchero a velo g 40 - 6 tuorli sodi  - 'Marsala - cacao

e zucchero a velo per completare.

Tempo: 60' più il raffreddamento

 Impasto: montate a lungo i tuorli con lo zucchero poi unite la farina setacciata con la vanillina, il burro fuso, freddo, e 4 albumi montati in neve ben soda con un pizzichino di sale.







 Dentro un anello ovale (cm 25x20) posato su una placca coperta di carta da forno, imburrata e infarinata, deponete l'impasto con il sacà-poche; ripetete l'operazione per ottenere 2 basi Con lo stesso impasto fate dei bastoncini (savoiardi), spolverizzate tutto di zucchero a velo e infornate a 190 °C per 12' 




 Crema: montate il burro con lo zucchero a velo, poi incorporatevi tuorli sodi passati. 










 A parte, montate a neve gli albumi con un pizzichino di sale e lo zucchero semolate cotto a 110 °C, unendolo a filo; infine, aggiungete alla neve la crema di burro e lavorate ancora.




 Pareggiate due ovali di pasta, pennellateli di Marsala e metteteli nell'anello sovrapposti, farciti con metà della crema al burro. Disponetevi intorno savoiardi tagliati a metà. 








 Spalmate il dolce con il resto della crema, spolverizzatelo di cacao, guarnitelo con dischetti dì savoiardi cosparsi di zucchero a velo, quindi tenetelo in frigorifero per 6 ore prima di sfilarlo dall'anello e servirlo.

martedì 25 febbraio 2014

Migliaccio

MIGLIACCIO

Ogni festa ha il suo dolce tradizionale, così panettoni e colombe sono associati al Natale e alla Pasqua, le zeppole alla festa del papà e così via.
Anche il carnevale non si fa mancare una bella carrellata di proposte culinarie, soprattutto dolci, per la gioia di tanti bambini.
Non solo chiacchiere e castagnole, c'è una preparazione meno nota su tutto il territorio nazionale, ma ugualmente buona, il migliaccio.
E' un dolce antico, tramandato ai giorni nostri, da chi ne ha apprezzato sempre il gradevole sapore e la facilità di preparazione.
Il migliaccio è principalmente di origine napoletana, anche se ne esistono alcune versioni di altre regioni italiane.
La ricetta originale, di origine contadina, prevedeva un ingrediente che attualmente è in disuso, parlo del sangue di maiale. 
A quei tempi, poteva anche avere un suo perché, c'erano meno soldi e meno possibilità, in campagna e in fattoria si mangiava quello che si produceva e il detto "del maiale non si butta via niente" è anche la conferma di questa verità.
Al giorno d'oggi, farebbe ribrezzo doversi cibare di tale sostanza animale, per fortuna sostituita nella ricetta del migliaccio con prodotti a noi più usuali.
Esistono alcune varianti del migliaccio, differiscono specialmente dal numero di uova usate.
Io voglio suggerire una ricetta più leggera, che ne prevede non otto o dieci ma solo due.
Quindi meno calorie e meno colesterolo, adatta un po' a tutti.
Vediamo come preparare il migliaccio


INGREDIENTI:

200 g. semolino - 2 uova intere - 1 bicchiere di limoncello - 250 g. di ricotta fresca - 1\2 l. di latte - 1\2 cucchiaio di burro - 1 buccia di limone e una di arancia - 225 g di zucchero - 100 g. acqua - 200 g. canditi. zucchero a velo per decorazione.


PROCEDIMENTO

Mettere il latte in una pentola e metterlo sul fuoco...



aggiungere le bucce degli agrumi ....




il burro




lo zucchero e l'acqua




e lasciare che inizia a bollire.



quando inizierà, togliete le bucce di agrumi, 


e versare lentamente il semolino,
mescolare energicamente per evitare la formazione di grumi e lasciate raffreddare.



Quando il composto sarà ben freddo aggiungere la ricotta




il limoncello...




i canditi....




e in ultimo le uova.




Imburrare gli stampini in mancanza  un ruoto per dolci





e versate il composto.



cuocere a forno per 40 m. a 180°C




ED ECCO IL RISULTATO

venerdì 21 febbraio 2014

Conetti croccanti su salsa all'inglese con frutti di bosco


Conetti croccanti su salsa all'inglese con frutti di bosco


 INGREDIENTI:
 per 6 persone

Per la  Pastella:
 burro g 150 - farina g 120 - zucchero g 60 - 3 uova - limone - sale.
Per la salsa all'inglese:
 4 tuorli, 2,5 dl latte, 150 g. zucchero, per profumare: 1\2 baccello di vaniglia
Per servire: 
 salsa inglese - gelato alla vaniglia - gelatina di albicocche - frutti di bosco - zucchero a velo.

Preparazione:
Salsa all'inglese:

 Portare ad esbollizione il latte con il baccello di vaniglia aperto a meta', poi eliminare il baccello. Lavorare in una bastardella (o polsonetto: deve poi andare sul fuoco) i tuorli con lo zucchero, unire il latte bollente a filo.

 
 Come si vede dalla foto si formera' una schiuma piuttosto consistente, se si usa uno sbattitore elettrico, facendo invece l'operazione con una frusta a mano, se ne otterra' molta meno. La crema a questo punto va posta sul fuoco (non alto, ovviamente). Osservare la schiuma e' un buon indice per vedere quando e' pronta, infatti questa si deve ridurre.




 La crema e' pronta quando "vela" il cucchiaio, non deve assolutamente bollire, la schiuma si e' molto ridotta ma non e' scomparsa del tutto (aspettare la scomparsa della schiuma porta spesso a cuocere troppo la crema). Se possedete un termometro, la "cottura" ottimale si ottiene sugli 83°C. Qualcuno suggerisce l'aggiunta di un cucchiaino di amido di mais per evitare che si straccino i tuorli, a mio avviso non serve, basta solo non cuocerla troppo e non farla bollire. Per un risultato perfetto filtratela con un cinese o con un colino a maglia fitta.

Preparazione:
Per la pastella:

mescolate in una ciotola la farina con lo zucchero, i tuorli, il burro fuso, freddo, e la buccia grattugiata di un limone, quindi amalgamate delicatamente al composto gli albumi montati in neve ben soda con un pizzichino di sale. 












 Deponete una cucchiaiata di pastella al centro della piastra dell'apposita cialdiera elettrica incisa a quadretti, chiudetela e procedete secondo le istruzioni. 














 Aprite e, con l'aiuto di un cono di legno (venduto insieme con la cialdiera), iniziate ad arrotolare la cialda che sarà morbida e duttile, partendo da un'estremità. 













 Continuate ad arrotolarla| premendola con l'attrezzino di legno per ottenere, alla fine, un cono perfettamente chiuso: procedete velocemente perché appena la cialda si sarà raffreddata e indurita, non sarà più possìbile arrotolarla.












 Servire: dopo aver preparato i coni, farciteli con palline di gelato e serviteli nei piatti da porzione su un velo di salsa inglese, con un
I filo di gelatina di albicocche, frutti di bosco e una spolveratine di zucchero a velo.

mercoledì 19 febbraio 2014

Storia e ricetta del Sanguinaccio

Il Sanguinaccio moderno



Il sanguinaccio, diffuso essenzialmente nelle regioni meridionali 

dell’Italia, costituisce uno dei dolci tipici del periodo carnevalesco 

e, ad oggi, ne esistono due differenti modalità di preparazione: 

quella classica, con l’uso di sangue di maiale; e quella ‘moderna’ 

che, quasi sostituta della prima, ne risulta, invece, priva.

Il maiale, simbolo di questo rituale alimentare di origini 

antichissime, ha forti legami con la sfera del sacro: l’animale è, 

infatti, associato alla figura di Sant’ Antonio Abate, festeggiato il 

17 Gennaio, giorno in cui comincia la vera e propria festa del 

carnevale; inoltre, in molte società del Pacifico –Buid del Mindoro 

nelle Filippine, Orokaiva della Papua Nuova Guinea-  il maiale è 

ritenuto sacro come un figlio e pertanto, lo si offre come dono agli 

antenati; ma le sue carni, data la vicinanza affettiva dell’animale 

all’uomo, saranno consumate da un’altra tribù e non da quella di 

appartenenza.

Esso è, però, altresì associato alla sfera del profano ed in 

particolare alla figura dell’uomo: le loro carni ed il loro sangue 

sono molto simili, ma soprattutto non esiste altro animale le cui 

abitudini sessuali si avvicinino a quelle umane: per entrambe le 

specie, cioè, non esiste una sola ‘stagione dell’amore’. Il maschio 

di maiale, inoltre, può cominciare la sua attività riproduttiva -

precocemente- a quattro mesi, anche se già all’età di quattro anni 

non è più considerato un gran riproduttore; la femmina, insaziabile 

invece,  si presta agli accoppiamenti fino a quindici anni.

Il maiale è quindi simbolo non soltanto di riproduttività, ma 

soprattutto di smoderatezza negli appetiti, sessuali e non. Questo 

spiegherebbe chiaramente l’associazione della bestia all’uomo in 

alcune mitologie, come quella omerica della maga Circe: perché 

trasformare i compagni di Ulisse proprio in maiali, e non in lupi o 

altro? Semplice: perché, in questo modo, avrebbe potuto godere 

delle loro durature performance sessuali.
La smoderatezza alimentare che equipara l’uomo al porco è 

facilmente riscontrabile proprio nella festa di carnevale: infatti il 

detto vuole che ‘del porco non si butta via niente’, neanche il 

sangue che è stato a lungo utilizzato a scopi terapeutici, 

sopperendo così alla mancanza di ferro tanto nelle donne durante il 

periodo mestruale, tanto in coloro affetti da anemia. In realtà, 

l’antica usanza terapeutica del sanguinaccio originario, è stata 

abolita, in Italia, nel 1992, per scongiurare il pericolo di infezioni, 

considerando che il sangue è veicolo di malattie trasmissibili. Ciò 

non toglie che il sangue di maiale per preparare il sanguinaccio è 

ancor utilizzato nelle campagne e, seppur non venduto –

ufficialmente- in negozi alimentari, è facilmente reperibile –

illegalmente- nei mercati di paese. Ma il valore del suino e delle 

sue proprietà, può essere anche, e soprattutto, nutritivo.

Ma perché proprio il maiale, e perché proprio a carnevale? 

Secondo la tradizione la coincidenza sembrerebbe casuale: nelle 

campagne del medioevo, così come in alcune campagne ancora 

oggi, esiste un ciclo per la preparazione del maiale -consistente nel 

suo rapido ingrassamento, nella sua brutale uccisione e successivo 

essiccamento- che si conclude proprio a cavallo tra i mesi di 

Gennaio e Febbraio, unico periodo dell’anno in cui il contadino -ed 

è stato così per molti secoli- non solo assapora la prelibatezza di un 

cibo prettamente destinato alle tavole dei ricchi e della nobiltà, 

nella speranza così di assottigliare, almeno temporaneamente, le 

differenze sociali, ma  soprattutto assapora la sua fatica in una vera 

è propria orgia alimentare.

Non solo il sanguinaccio, ma anche il cosiddetto salame di 

cioccolato evoca il maiale sottolineandone l’importanza durante 

questo periodo dell’anno.

Il sanguinaccio, solitamente, è servito con biscotti, in particolare i 

comunissimi savoiardi o le famose chiacchiere, altra ghiottoneria 

carnevalesca.
Ed eccovi la ricetta del sanguinaccio al cioccolato
INGREDIENTI:
 500 ml di latte, 300 g di zucchero, 100 g di cacao amaro, 40 g di farina o amido di mais, 1 bustina di vanillina, 3 g di cannella, 50 g di cioccolato fondente 

PROCEDIMENTO
In un pentolino setacciare cacao e farina. Aggiungere lo zucchero, la vanillina e la cannella.


Mescolare il tutto.

Aggiungere il latte freddo poco alla volta.

Accendere il fornello e cuocere a fiamma bassissima, mescolando con una frusta.


Fate cuocere il sanguinaccio una ventina di minuti, sempre mescolando.
Spegnere e far raffreddare, girando di tanto in tanto. Aggiungete al sanguinaccio il cioccolato fondente spezzettato (o delle gocce di cioccolato) e, se vi piacciono, dei canditi.

mescolate il tutto energicamente, fate raffreddare e posizionatelo dentro una bella coppetta,


e il Sanguinaccio è pronto